sabato 15 dicembre 2018

Perchè preferire le sostanze nutrizionali ORTOMOLECOLARI ai MEDICINALI CLASSICI?


Acido ascorbico (vitamina C) -  E' il più potente antiossidante extracellulare, è economico,
una busta da un kg costa circa 15 euro



COSA SIGNIFICA MEDICINA ORTOMOLECOLARE?

Ogni organismo ha un fabbisogno individuale soggettivo di sostanze nutritive essenziali. Questo fabbisogno deve essere coperto affinché l’individuo possa mantenere la salute o recuperare da una malattia. Quando, il suddetto fabbisogno di sostanze essenziali, non viene totalmente garantito dall’alimentazione, si verificano fenomeni di carenza. Ogni carenza di oligoelementi, sostanze minerali, vitamine, acidi grassi essenziali e aminoacidi, prima o poi, conduce all’insorgere di vere e proprie patologie.


LE SOSTANZE NUTRIZIONALI - GLI STRUMENTI DELLA MEDICINA ORTOMOLECOLARE

Alle sostanze nutrizionali appartengono le vitamine, le sostanze minerali, gli oligoelementi, gli aminoacidi e gli acidi grassi essenziali. Essi sono assolutamente necessari alla conservazione della vita e della salute. Il corpo li ricava dagli alimenti o dai supplementi nutrizionali poiché non è in grado di produrli da solo. Attualmente sono 45 le sostanze nutrizionali considerate essenziali. Di alcune sostanze l’organismo ne necessita solo una quantità minima, tra queste alcune vitamine e gli oligoelementi, che vengono indicati come micro-sostanze nutrizionali.




COME AGISCONO LE SOSTANZE NUTRIZIONALI NELLA PREVENZIONE E NEL TRATTAMENTO DELLE MALATTIE?

Una sostanza nutrizionale può curare una malattia in corso, o prevenirne una futura, grazie anche alla stimolazione del metabolismo cellulare che permette ai tessuti di mantenersi sani. Chi, per esempio, in età adulta inizia in tempo ad assumere una giusta quantità di calcio, prendendo - come supplemento ad una sana e bilanciata alimentazione - un’aggiunta di sostanze nutrizionali contenenti calcio, magnesio e vitamina D, stimola nel suo organismo uno scambio ottimale di minerali nelle ossa. Ciò contribuisce a mantenere la struttura ossea coesiva e resistente, e a diminuire il rischio di osteoporosi e di fragilità. Lo stesso accade con l’assunzione di vitamina B6 che, presa come supplemento, migliora le funzioni delle cellule immunitarie, migliorando a loro volta la resistenza alle infezioni.


PERCHÉ PREFERIRE LE SOSTANZE NUTRIZIONALI ORTOMOLECOLARI AI MEDICINALI CLASSICI.
Il professor R.J. Williams, un chimico americano che scoprì due vitamine (l’Acido Pantotenico e l’Acido Folico), fu uno dei «padri» fondatori della medicina ortomolecolare. Egli introdusse una severa differenziazione dei medicinali in due tipi:
al primo appartengono quei medicinali che sono estranei all’organismo e che non si possono trovare nell’alimentazione naturale, che, tuttavia (spesso attraverso gli esperimenti condotti secondo il principio della casualità, quindi attraverso tentativi) si sono rivelati abbastanza validi nel trattamento delle malattie. Questi vengono definiti «medicamento estraneo all’organismo». L’Aspirina, la penicillina e i tranquillanti appartengono a questi tipi di medicinali.





Al secondo
tipo appartengono le sostanze nutrizionali che sono presenti nel nostro corpo e che possono essere reperiti dall’alimentazione. Vengono definiti «medicamento proprio dell’organismo» sostanze nutrizionali come le vitamine e i minerali, appartengono a questo gruppo.



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Linus Pauling, due volte Premio Nobel
Nel 1968 il chimico americano Linus Pauling, Nobel nel 1954 per la chimica (ricerche sulla natura delle catene chimiche), e per la pace nel 1962 coniò il termine ‘psichiatria ortomolecolare’ riferendosi alle precedenti ricerche di due psichiatri canadesi: Abram Hoffer e Humphrey Osmond.

Questi due scienziati dal 1952 avevano cominciato a usare megadosi di vitamine, in particolare quelle del gruppo B, per la cura dei disturbi psichiatrici.
Pauling estese questa applicazione terapeutica anche ai disordini non di natura psichiatrica. Ortomolecolare significa la giuste molecola, la giusta dose.


    La medicina ortomolecolare iniziata da Pauling asserisce che la terapia migliore è quella di fornire all’organismo la quantità esatta di elementi nutrizionali.

    Carl C. Pfeiffer, un altro ricercatore americano che approfondì l’utilizzo di megadosi di vitamine nella terapia dei disturbi psichiatrici, così definisce la medicina ortomolecolare nel suo The Golden Pamphlet:

    Con medicina ortomolecolare si vuole significare il capace utilizzo, al momento giusto, della giusta molecola, o nutriente essenziale. Il pensiero fondamentale della medicina ortomolecolare afferma infatti che il trattamento di una malattia, con degli effetti a lunga scadenza sulla salute, lo si ottiene attraverso la modificazione della concentrazione di precise molecole già presenti nell’organismo. Ciò può avvenire attraverso la corretta alimentazione (quindi tralasciando tutto ciò che è nocivo all’organismo), e attraverso l’assunzione di megadosi di vitamine, minerali, oligoelementi, aminoacidi e oli insaturi.”

    In modo particolare Pauling cercò di dimostrare l’efficacia di una corretta assunzione di megadosi di vitamine nella prevenzione e nella terapia. I suoi studi lo portarono ad approfondire gli effetti antiradicali dell’acido ascorbico (la vitamina C) e delle vitamine liposolubili A ed E nella stimolazione del sistema immunitario. Pauling stesso assumeva 18 g di vitamina C al giorno, attribuendo a questo altissimo dosaggio la sua lunga vita - nonostante un tumore non operabile alla prostata -, morì alla veneranda età di 93 anni!


  • Nonostante gli acclamati successi, la medicina accademica non fu mai completamente convinta. Non essendo questa disponibile alla ricerca ufficiale, non fu dunque possibile convalidare in pieno le affermazioni derivanti dalle ricerche svolte dai sostenitori della medicina ortomolecolare.
    Verso gli anni ’80 Carl C. Pfeiffer asserì che un giorno la medicina accademica avrebbe confermato i postulati dell’ortomolecolare e li avrebbe poi portati avanti come propri. E infatti così è stato. Dopo che le ricerche accademiche sulla nutrizione sono proseguite - perché la scienza, comunque, con le sue interminabili indagini va avanti -, si è arrivati a constatare la validità delle intuizioni espresse dall’ortomolecolare.
La diffusione della medicina ortomolecolare negli Stati Uniti e in Europa

Negli Stati Uniti, nonostante le diverse polemiche con la medicina ufficiale, l’OM (Orthomolecular Medicine) si diffuse attraverso vari organi.
Nel 1973 Pauling fondò un suo istituto che ora porta il suo nome: il Linus Pauling Institute of Science and Medicine, inizialmente a Menlo Park e ora a Palo Alto.
Anche Abram Hoffer fondò intorno agli anni ’70 il suo International Society of OM, presente soprattutto nel Nord e Sud America e più o meno intensamente anche in Europa.


In Europa l’OM si diffuse in modo molto differenziato. Mentre in alcuni Paesi la presenza della International Society of OM, dell’ormai anziano Hoffer, si convalidò grazie al portavoce nazionale, come è successo per esempio in Olanda con il dottor Schuitermaker, che è, tra l’altro, anche il vice presidente della stessa International Society of OM. In altri Paesi, invece, rimase un campo circoscritto e un po’ ai confini della medicina ufficiale (in Italia la International Society of OM è rappresentata dal dottor Panfili di Roma).

In Germania l’OM è portata avanti da diverse organizzazioni, non tutte riscontranti lo stesso favore, ed è seguita e praticata da diversi medici e naturopati (Heilpraktiker) - che, in questo Paese, hanno una riconosciuta legalità di professione.
Il primo che si occupò di divulgare ufficialmente l’OM in Europa fu il Dottor Lothar Burgerstein che, in Svizzera, iniziò a diffonderla intorno alla fine degli anni ’60.



LA LEGGE SUI L'ACQUISTO DELLE SOSTANZE NUTRIZIONALI  AD ALTE DOSI IN EUROPA



Negli Stati Uniti ha senz’altro giocato un ruolo favorevole il fatto che nel 1994 la legislazione, con il Nutritional Help and Education Act, i nutrienti non sono passati sotto la supervisione del FDA (Federal Drug Administration – l’equivalente di un Ministero della Sanità) che li voleva dichiarare come medicinale o ‘additivo’, liberalizzandone così la vendita come prodotti alimentari e aprendo dunque la possibilità di ricerca accademica in questo campo e tutto ciò che questo comporta.



In Europa, invece, all’infuori dell’Olanda (che recentemente ha introdotto una chiara legislazione che si attiene al principio della libertà di formulazione per quanto riguarda gli elementi essenziali, con l’eccezione della vitamina A e D per le quali è stato stabilito un dosaggio massimo, in quanto un sovradosaggio potrebbe determinare del problemi) e dell’Inghilterra (che ‘storicamente’ vende liberamente i nutrienti come alimenti).

Gli altri Paesi, per lo meno a livello ufficiale, si attengono ancora ai dosaggi illustrati nell’RDA/LARN (i cosiddetti dosaggi minimi consigliati), mentre si attende che la CEE, attraverso il Comitato Scientifico (Scientific Committee on Food), determini le nuove regolamentazioni che, in molti ormai, stanno attendendo.



LA LEGGE SUI L'ACQUISTO DELLE SOSTANZE NUTRIZIONALI AD ALTE DOSI IN ITALIA

Un interessante articolo su come viene affrontato in Italia questo argomento è apparso nella rivista del settore L’integratore nutrizionale, 1/1999,edito da C.E.C di Milano. L’autore, Josef Hasselberger del PRO.SA.NA di Roma, così scrive:

“Si è posto negli anni e si pone ancora il problema della situazione legale dei prodotti vitaminici ad alto dosaggio in Italia. (…) La legislazione italiana non prevede espressamente il prodotto vitaminico ad alto dosaggio non medicinale e da questa lacuna sorgono dei problemi, sia per il commercio di questi prodotti che per la produzione italiana. (…) In Italia finora è andata così: il Ministero della Sanità ha stabilito ufficialmente che la sua posizione è quella dei limiti collegati all’RDA, ma in realtà non ha potuto (o non ha voluto) eliminare dal mercato italiano una serie di prodotti ad alto dosaggio che, in altri paesi dell’Unione Europea, sono di libera vendita.

Così il mercato si è sviluppato e oggi esiste in Italia una nutrita schiera di consumatori attenti alla salute e alla prevenzione, che regolarmente assume alti dosi di vitamine. 
Questi consumatori (oltre un milione, secondo una stima non ufficiale) sono molto ben informati e basano la loro scelta in genere su consiglio di esperti nutrizionisti e operatori delle medicine naturali (medici, farmacisti e anche erboristi), oppure sulla letteratura. Sono infatti moltissimi i libri in commercio che consigliano l’assunzione di dosi alte, mentre altri le sconsigliano.

La scelta dei consumatori sembra perciò ben meditata, venendo da una valutazione di informazioni contrastanti che sono oggi disponibili. (…)

La situazione suddetta, ‘tipicamente italiana’, del consumo delle vitamine ad alti dosaggi, si scontra con una prassi amministrativa apparentemente molto restrittiva. Lasciando al Ministero l’arduo compito di arrivare a delle definizioni più precise, l’autore continua spiegando che “l’Italia fa parte di una comunità economica (e politica) basata su accordi tra gli stata membri, e uno dei principi sui quali questa unione si basa è quello della libera circolazione delle merci”, di conseguenza ciò che viene liberamente venduto in un altro paese della Comunità può circolare liberamente anche in un altro.

“Secondo il Trattato dell’Unione Europea, le autorità sanitarie dei singoli paesi possono intervenire per limitare la libera circolazione delle merci nei casi in cui ci siano delle fondate preoccupazioni per la salute dei cittadini: sinora però non sono state avanzate preoccupazioni di questo tipo. 


Non esistono evidenze che dosaggi più alti dell’RDA, come si trovano ormai in commercio, siano dannosi per la salute. Esistono per altro lavori scientifici che testimoniano la sicurezza di dosaggi vitaminici anche elevati. In conclusione l’unica limitazione sul dosaggio di sostanze nutrienti del prodotto alimentare è quella basata sulla sicurezza del prodotto. Quando un alimento è pericoloso per la salute dei consumatori è giustissimo che le autorità intervengano. Quando invece queste preoccupazioni non sussistono, una limitazione imposta a causa di ‘ragioni storiche’ non è legittima e cozza contro il diritto alla libertà di scelta dei consumatori. (…)

È sempre più evidente che esiste anche in Italia un numero elevato di consumatori dei prodotti vitaminici ad alto dosaggio ben informati e ben determinati a non farsi soffocare da una eccessiva vocazione protettiva, un atteggiamento da ‘tata’ da parte delle autorità. (…)


I consumatori europei hanno il diritto acquisito di prendersi cura della propria salute e di acquistare i prodotti necessari nei paesi dove questi prodotti sono liberamente disponibili, anche in quei paesi dove il prodotto vitaminico viene ‘tollerato’ più o meno.”



IL NOSTRO ‘RICCO’ CIBO POVERO

L’inquinamento ambientale ed uno stile di vita incongruo contribuiscono in varia misura ad alterare il nostro stato di salute, intendendo con questo termine non la semplice assenza di malattia, ma la sensazione percepita e l’evidenza oggettiva di completo benessere psico-fisico e socio-culturale, in armonia con la Natura e l’ambiente che ci circonda.


In particolare, agenti fisici (radiazioni ultraviolette, campi elettromagnetici, etc.), agenti chimici (benzene, idrocarburi clorurati, diossina, pesticidi, prodotti della combustione del fumo di sigaretta, metalli pesanti, etc.) ed agenti biologici (virus, batteri, funghi, tossine, etc.) minano continuamente le funzioni del nostro organismo fino a favorire o causare l’insorgenza di numerose malattie, non solo attraverso un’interazione diretta con i nostri sistemi biologici ma anche indirettamente, contaminando l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e gli alimenti di cui ci nutriamo.

Gravi le ripercussioni che tutto ciò comporta sulla qualità della nostra vita. Persino i pensieri che evochiamo e le emozioni che proviamo, infatti, possono risultare negativamente condizionati.

Il nostro cibo non è più così ricco di elementi nutrizionali. La terra, le acque, l’aria e l’atmosfera sono decisamente cariche di elementi nocivi (Vedi atti del convegno internazionale “Ambiente e salute” tenutosi a Milano il 24 e il 25 maggio 1997 da Evergreen Scuola della Salute).

La costante, assimilazione dell’organismo di queste sostanze tossiche porta a un accumulo che si manifesta poi in immancabili patologie. Tuttavia, questa indiscutibile situazione non viene effettivamente riconosciuta dall’interessato perché la strisciante intossicazione, che avviene nell’organismo umano, è lenta e spesso occulta. Gli effetti, infatti, non sono immediatamente rimandabili alle cause che li hanno generati. Un avvelenamento acuto, per esempio, si può riscontrare nel giro di poco tempo. Un avvelenamento da materie tossiche nell’ambiente si manifesta, invece, nel giro di mesi, anni, a volte decenni.

  • I metalli tossici accumulati nel corpo - come piombo, cadmio, mercurio, platino, nickel, alluminio, ecc. - non sono ‘solo’ la causa di una lenta intossicazione, ma al contempo distruggono gli elementi nutrizionali essenziali e stimolano una ulteriore produzione di radicali liberi nocivi.

  • Un punto negativo da non sottovalutare, è determinato dal fatto che i metalli tossici presenti nell’organismo impiegano dai 13 ai 38 anni per essere effettivamente eliminati. Il solo esame del sangue non rivela la presenza di questi elementi in quanto, dopo poche ore dall’assimilazione, questi metalli pesanti vengono trasferiti dal sangue ai tessuti molli. Un esame condotto su 50 poliziotti urbani svizzeri. Ai poliziotti venne fatto un primo esame del sangue subito dopo il loro servizio nel traffico cittadino e un secondo dopo otto ore. Nel secondo test non c’era più traccia di metalli tossici nel sangue!


  • Oltre alle sostanze tossiche presenti nell’ambiente inquinato, si stanno ora appurando gli effetti deleteri delle onde elettromagnetiche(apparecchi elettrici, telefonini, ecc.). Questi, disturbando i campi magnetici degli organismi viventi, sono fonte preoccupante di scompensi organici. Da studi svolti nei laboratori di ricerca si è evidenziato come, per esempio, le cellule del sistema immunitario vengano decisamente modificate dalle radiazioni elettromagnetiche (Prof. Settimo Grimaldi del CNR di Roma).


Come se tutto ciò non bastasse, il nostro cibo, che dovrebbe poterci garantire l’apporto di sostanze nutrizionali, viene ulteriormente impoverito attraverso la lavorazione industriale. 
Il dott. Roberto Bazzanella, specialista in Ematologia Clinica e di Laboratorio di Milano, in un suo articolo su Vitamine, carenze ed integrazione, apparso sulla rivista del settore.

I trattamenti ad alte temperature sono responsabili di perdite vitaminiche importanti: i vegetali, per esempio, quando vengono ‘sbiancati’ (un processo tecnologico utilizzato per diminuire la carica batterica degli alimenti e per ‘fissare’ il colore degli stessi) possono perdere il 15/60% del contenuto di vitamina C, il 5/30% di B1 e il 10/40% di B2. 

La sterilizzazione ad alte temperature e la pastorizzazione del latte possono indurre perdite di vitamina C fino al 20%, mentre non si hanno perdite significative di vitamine A e D. I processi di disidratazione, se non condotti con opportuni accorgimenti durante le fasi preliminari, possono essere responsabili del depauperamento vitaminico degli alimenti. 

Il surgelamento e la conservazione dei cibi a –18°C, al contrario, non comportano perdite eccessive di vitamine, tuttavia la temperatura sembra essere un fattore limitante, poiché il semplice aumento di pochi gradi centigradi, ad esempio la conservazione a –9°C, provoca in poche settimane la perdita fino al 50% delle vitamine ossidabili.”

  • L’Integratore Nutrizionale, n.2 1999, CEC edizioni di Milano, così scrive: “I diversi trattamenti cui sono sottoposti i cibi, per la cottura e la conservazione, possono ridurre il contenuto vitaminico degli alimenti. Durante le normali operazioni di cottura in acqua delle verdure fresche, si può andare incontro a perdite vitaminiche fino al 60/70%. (…) I processi tecnologici ed industriali cui vengono sottoposti gli alimenti, per assicurarne la conservazione ed evitarne la contaminazione batterica, influiscono negativamente sul contenuto vitaminico degli stessi.

    È dunque chiaro che il nostro cibo non è più così ricco di sostanze nutrizionali e gli alimenti che noi ingeriamo non sono più in grado di arricchire il nostro sangue e mantenere in uno stato di benessere il nostro intero organismo. 

    La condizione di globale inquinamento ambientale e la povertà del cibo di cui oggi disponiamo, porta l’organismo a necessitare di maggiori elementi nutrizionali per poter riuscire a far fronte al peso di questo aumentato stress fisiologico. Se ciò non avviene si instaurano, subdolamente e nel tempo, le carenze nutrizionali. 


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GLI ESAMI ORTOMOLECOLARI DI LABORATORIO - UN PAZIENTE PUÒ ESSERE MALATO PUR PRESENTANDO DEI VALORI NORMALI NEGLI ESAMI DI LABORATORIO STANDARD

Gli esami di laboratorio standard rivelano troppo tardi, e a volte mai, le diversità metaboliche avvenute. Perciò gli esami ortomolecolari di laboratorio rappresentano un grosso passo in avanti e un notevole ampliamento delle possibilità diagnostiche del medico.

Le differenze metaboliche, gli stati di carenza e le situazioni di disturbo, spesso possono venire riconosciute ancora prima della loro effettiva manifestazione in una malattia. Si può dunque affermare che le analisi ortomolecolari sono utili al medico non solo per una mirata terapia individuale ma anche come efficiente strumento di precoce prevenzione.


LA DIFFERENZA FRA LA PREVENZIONE CONVENZIONALE E QUELLA ORTOMOLECOLARE

Prevenzione convenzionale: ? Diagnosi precoce di una malattia, vaccinazioni, protezione contro gli incidenti, difesa da tossicodipendenze
Prevenzione ortomolecolare: Mantenimento della salute e dell’equilibrio del metabolismo.
Insieme ai consigli dietetici, la somministrazione mirata di sostanze nutrizionali ortomolecolari può ridurre notevolmente il rischio di future malattie.




I VANTAGGI OFFERTI DAGLI INTEGRATORI ORTOMOLECOLARI

Per lo sviluppo dei prodotti ortomolecolari si preferisce scegliere quelle sostanze necessarie alla salute che generalmente sono presenti nel nostro organismo e nei cibi sani. 

Nella preparazione delle sostanze nutrizionali ortomolecolari si cerca di evitare, dove ciò è fattibile, l’utilizzo di elementi estranei all’organismo. 

Inoltre, non bisogna dimenticare che in un prodotto di sostanze nutrizionali i vari elementi devono essere presenti in un rapporto equilibrato e sinergico tra loro, così da corrispondere alle necessità fisiologiche dell’organismo. Per es. calcio e magnesio dovrebbero essere in un rapporto di ca. 2-3:1; oppure lo zinco e il rame in un rapporto di almeno 5-6:1. Prodotti squilibrati assunti per lungo tempo possono sbilanciare il metabolismo o portare a un diminuito assorbimento di altre sostanze nutrizionali.

I prodotti ortomolecolari rispettano, in generale, queste relazioni fra gli elementi».
A cura della Fondazione per lo Sviluppo Internazionale della Medicina Ortomolecolare e della Micronutrizione di Rapperswil, Svizzera
Link all'autrice: 
Evoluzioni


domenica 9 dicembre 2018

Curare l'Osteoporosi con vitamina D3, zinco, magnesio citrato, ecc. secondo le dosi suggerite dalla MEDICINA ORTOMOLECOLARE



Curare l'Osteoporosi con vitamine, aminoacidi e minerali 
secondo le DOSI suggerite dalla MEDICINA ORTEOMOLECOLARE




L'osso è un tessuto vivo che subisce continue trasformazioni, è nutrito e depurato dai vasi sanguigni tramite uno scambio costante con l'intero organismo. Le cellule che compongono l'osso sono di due tipi differenti: osteoclasti e osteoblasti. Gli osteoclasti dissolvono l'osso vecchio e si lasciano dietro dei minuscoli spazi vuoti, questi spazi vengono riempiti con osso nuovo dagli osteoblasti. 

Questa capacità di autoriparazione è estremamente importante. Quando si sfalda una quantità maggiore di osso vecchio rispetto a quello che si ricrea, si ha una perdita di massa ossea. Il ricambio non si ferma mai completamente. Dopo i 50 anni le cellule che ricostruiscono diventano sempre meno capaci di riempire completamente gli spazi vuoti, per tale motivo in questo periodo diventa importante l’assunzione di integratori oltre una buona alimentazione.

Le ossa non sono fatte solo di calcio ma di 12 minerali e di 64 micro-minerali (trace minerals) quindi è sbagliato concentrarsi soltanto sull’apporto di supplementi di calcio nelle ossa. Si rischia di creare danni all’organismo dovuti all’accumulo di questo minerale nei tessuti molli (arterie, reni, ecc.)

L’attività fisica regolare fa aumentare non soltanto la massa muscolare ma anche la massa ossea. Importanti sono gli esercizi di carico (squat e flessioni che aumentano la massa muscolare che avvolge l’osso e, di conseguenza, anche la massa ossea). Un allenamento efficace comprende esercizi quali camminare in salita, andare in bici a marce basse, salire le scale, ma anche esercizi delicati di equilibrio e flessibilità come lo yoga, Qigong e Tai Chi.

Gli alimenti confezionati lavorati (merendine, minestre pronte, ecc) producono nel nostro corpo condizioni biochimiche e metaboliche che riducono la densità ossea nel tempo. Questi alimenti, oltre a contenere conservanti, coloranti e metalli che creano stress ossidativo, contengono anche zuccheri raffinati e altre sostanze biochimiche che stimolano la resistenza all'insulina (l’insulina è determinante per l’assorbimento dei minerali nelle ossa).

Aumentare il consumo di verdure fresche crude. Se si ha difficoltà ad assumere la quantità di verdure raccomandata, provare i frullati o succhi di verdura misti a frutta.

INTEGRATORI:

Complesso di vitamine B (1 capsula a colazione);

Acidi grassi Omega 3 (olio di pesce o krill); Gli omega 3 “vegani” non sono altrettanto efficaci. Assumere ai pasti.

Magnesio Citrato. Il fabbisogno giornaliero è di circa 1000 mg ma dopo la menopausa sale a 1500 – 2000mg al giorno. Le donne in post-menopausa dovrebbero assumerne 500– 1000 mg al giorno. Sciogliere una punta di cucchiaino in acqua tiepida una o più volte al giorno; Il magnesio è necessario per il trasporto del calcio e una sua carenza può determinare depositi di calcio nei muscoli e nei reni anziché nelle ossa.

Zinco: 30-50mg al giorno (in capsule, 1 o due volte al giorno ai pasti)

Manganese: 15-30 mg al giorno;

La vitamina D3 (5000 IU al giorno) permette l’assorbimento del calcio (1 capsula al giorno da 5000 IU con il pasto).

La vitamina K2 (200mg al giorno) trasporta via il calcio dai tessuti molli dove arrecherebbe danni (arterie, reni, ecc.) e funge da "colla" biologica che aiuta a fissare il calcio nella matrice ossea; meglio se assunta insieme alla vitamina D3.

La vitamina C (acido ascorbico puro in polvere) è un potente antiossidante ed è essenziale per la rigenerazione della cartilagine della pelle e delle ossa. Potrebbe infastidire il sapore leggermente acidulo; in tal caso si può optare per la formula liposomica (più costosa) oppure aggiungere piccole quantità di bicarbonato di sodio o potassio. Assumerne almeno tre grammi al giorno (ad esempio 1 grammo alla volta disciolto in acqua prima dei pasti)
La quantità di calcio da assumere con il cibo ogni giorno è di 1500-2000 mg . Se non si riesce ad assumere tale quantità con l’alimentazione, può essere utile assumere un integratore di Calcio Citrato.

Esistono in commercio gli integratori “trace minerals”, che contengono un insieme di minerali quali calcio, cromo, boro, zinco, selenio, cobalto, manganese, ecc., utili per la “ricostruzione” delle ossa ma anche per unghie e capelli.

Evitare: alcol, fumo, caffeina, glutine, eccesso di proteine della carne, zuccheri, farine raffinate e latticini rafforzano il rischio di osteoporosi poiché rendono il sangue acido. Il calcio deve quindi essere estratto dalle ossa (e dai denti) al fine di ripristinare l'equilibrio.

Veri ladri di calcio delle ossa:
Squilibrio acidi/alcali
- Alcool
- Anoressia
- Antibiotici
- Caffeina
- Diuretici
- Eccesso di proteine animali e prodotti caseari
- Elevato consumo di grassi saturi
- Elevata assunzione di sale
- Isterectomia
- Vita al chiuso, carenza di vitamina D
- Pillola contraccettiva
- Chemioterapia e farmaci quali Valium e Librium
- Scarsa digestione
- Stile di vita sedentario
- Stress
- Consumo di zucchero
- Tabacco
- Metalli tossici come piombo, alluminio, mercurio, cadmio

Alcuni alimenti utili per le ossa: sale celtico, sale dell’Himalaya, lenticchie, ceci, spinaci, limone, aglio, cipolle, olio di oliva e di cocco, quinoa, grano saraceno, miglio, noci e semi (semi di chia, semi di sesamo), formaggi stagionati il cui contenuto di calcio è maggiore rispetto a quello del latte pastorizzato e dei latticini.
Valori dei formaggi stagionati: Groviera 1123mg/100g, Emmenthal 1145mg/100g, Parmigiano 1159mg/100g, Pecorino Siciliano 1162mg/100g e Grana 1169mg/100g.
il contenuto di calcio nel latte e nello yogurt yogurt si aggira intorno ai 120-125mg/100g.


Marche di integratori consigliate: Life extension, Now food, Pure encapsulation, Healthy origins, Dr. Mercola.
Si possono acquistare online su Amazon, Ebay, Life extension europe, Myprotein ed altri siti.








SINDROME DI MENIERE: La cura con la medicina ortomolecolare

SINDROME DI MENIERE 
La cura con la medicina ortomolecolare




Andrew Saul racconta di come ha curato suo padre dalla Sindrome di Meniére con l’aiuto di vitamine e minerali

Andrew Saul fa parte del comitato editoriale del Journal of Orthomolecular Medicine ed è redattore capo del servizio di notizie sulla medicina ortomolecolare peer-reviewed. 


E' stato inserito nella Hall of Fame della Medicina Ortomolecolare nel 2013. È stato insignito del Premio Attivista per la Libertà della Salute dei Cittadini per la Salute, è stato nominato uno dei sette pionieri della salute naturale da Psychology Today ed è presente nel film FoodMatters.

"Andrew Saul è molto bravo. Ha un sito Web incredibile, uno dei migliori. Ho contribuito ad esso. L'ho letto regolarmente." (Abram Hoffer, MD, il padre della psichiatria ortomolecolare)





Andrew W. Saul ha oltre 40 anni di esperienza. Il suo famoso sito web educativo di libero accesso, www.DoctorYourself.com, è la più grande risorsa di salute naturale non commerciale su Internet.

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Mi ha scosso profondamente vedere mio padre dover strisciare in bagno per vomitare. Papà aveva solo 55 e stava già usando un bastone per alzarsi in piedi, quando poteva starci. Aveva un brutto caso di Sindrome di Menière, una misera collezione di sintomi tra cui ronzio ricorrente nelle orecchie, vertigini e nausea. Questo si è rivelato un momento decisivo per me. Vedere tuo padre ridotto all'impotenza è sufficiente per voler saperne di più su come curarsi e stare meglio. Quando cerchi una risposta i trattamenti che incontri, siano essi farmaceutici o chirurgici, sono principalmente mirati ai sintomi, perché la causa della malattia è piuttosto sconosciuta.

Per tentativi ed errori, ho scoperto che ci sono alcune opzioni senza bisturi e senza farmaci per Menière. Ho visto successi con quanto segue:


La manipolazione CHIROPRATICA o osteopatica delle vertebre cervicali superiori (collo) vale la pena di provare prima di affrontare qualsiasi altra cura. 
Circa 20 anni fa ho conosciuto un ragazzo che non riusciva a leggere o guardare la TV senza doversi sdraiare. La sindrome di Menière, giustamente descritta nel manuale di Merck come "prostrating", è certamente in grado di stendere una persona. Questo era il caso di Lowell, un ragazzo che era stato costretto ad abbandonare il college. 

Lowell si è fatto sottoporre da un chiropratico a una serie di manipolazioni che gli hanno restituito la vita. Poteva leggere di nuovo, tornare a scuola e vivere di nuovo. Come mai? Il praticante ha scoperto che le sue due vertebre del collo superiore, l'ATLANTE E L'ASSE, erano praticamente ad angolo retto tra loro e il cranio sopra di esse.Questa situazione apparentemente impossibile si è rivelata dovuta a dei colpi ricevuti quando l’estate precedente si era dedicato al pugilato.
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Nota dell'autore di questo blogPer chi desidera tentare la strada del riallineamento Vertebra Atlante, esiste un centro a Chiasso (Svizzera) che  vale la pena di visitare  https://www.atlantotec.com/it/    
Da tempo soffrivo di sindrome di Menière ed ho risolto il mio problema due anni fa con una sola seduta, spendendo circa 300 euro.

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Mio padre non ha mai voluto andare da un chiropratico. Tuttavia nessuno dei medici gli aveva mai consigliato di farsi vedere da un chiropratico.Aveva provato diversi farmaci e tutti si erano rivelati inefficaci.
Iniziò quindi a prendere vitamine, in particolare il complesso B in dosi abbastanza elevate.
Avevo dei persistenti sospetti che l'approccio naturale lo stesse aiutando.

NIACINA ho trovato riferimenti che dimostrano che la niacina (vitamina B-3) è stata utilizzata per la sindrome di Meniere dagli anni '40. Nella terapia a lungo termine, il miglioramento è stato ottenuto con soli 150-250 mg al giorno (Bicknell and Prescott,The Vitamins in Medicine, 3 ed., P 379). Questo potrebbe spiegare perché il miglioramento di mio padre è stato così graduale, ma alla fine, profondo.

VITAMINA B-12 Penso che la sindrome di Meniére, e forse un certo numero di altri problemi neurologici difficili da etichettare, potrebbe essere una manifestazione della carenza di B-12 non trattata a lungo termine. Discuterò questo e cosa fare al riguardo, all'indirizzo http://www.doctoryourself.com/nasal.html 

EVITARE L'ASPARTAME Mio padre non ha mai bevuto nulla con aspartame. Tuttavia, la newsletter del defunto Lendon H. Smith "The Facts" (ottobre 1991) menziona che l'aspartame ("Nutrasweet") può "innescare o imitare" l'attacco di un Meniere. Il Dr. Smith elenca in particolare nausea, vertigini, perdita dell'udito e acufene come sintomi che dicono: smetti di usare l'aspartame.

ALTRI FATTORI NUTRIZIONALI: una dieta povera di grassi, a basso contenuto di sodio, senza alcool e soprattutto NIENTE ZUCCHERO può aiutare una vasta gamma di malattie. Menière sembra essere strettamente collegata a un basso livello di zucchero nel sangue, a volte diagnosticato come ipoglicemia o diabete di tipo II). La caffeina può aggravare la condizione, come anche la mancanza di manganese. (Balch and Balch, Prescription for Nutritional Healing, p 239-240)

La supplementazione di zinco e moderate quantità aggiuntive di B-6 (piridossina) vanno somministrati per diversi mesi. (Werbach, M. Textbook of Nutritional Medicine, p 475-482)

FOTO KALI OMEOPATICO. Per ronzii e fischi nelle orecchie, vertigini o nausea, Kali Phos potenza 6X può essere sorprendentemente utile. Ho usato personalmente questo rimedio per 30 anni, poiché ho un problema di cinetosi che il mio istruttore di volo ha insistito non può essere eguagliato. Se non fosse per Kali Phos, penso che avrei vomitato proprio nel grembo dell'esaminatore della FAA all’aeroporto di Batavia.

Questi approcci possono aiutare qualcuno che ami smettere di gattonare e iniziare a vivere.
Mio padre, completamente guarito da Menière, avrebbe camminato per quattro miglia al giorno per il resto della sua vita. Le sue vertigini e la nausea erano sparite per sempre ma non Il suo senso dell'umorismo. Se qualcuno gli chiedeva come fosse il suo udito, lui rispondeva urlando: "CHE COSA?" Ma lo faceva sorridendo e alzandosi in piedi.
Andrew W. Saul.


Saul è l'autore dei famosi libri 
Doctor Yourself Fire Your Doctor! , E co-autore di 
e

È editore del libro pluripremiato 
The Orthomolecular Treatment of Chronic Disease .
I libri di Saul sono stati tradotti in molte lingue tra cui quattro in spagnolo.  In Sud America, un certo numero di tribù native della foresta pluviale ora stanno assumendo elevate dosi di vitamina C grazie ai suoi consigli. Il risultato è che l'aborto e il tasso di mortalità infantile di queste persone sono crollati.

             Andrew Saul fa parte del comitato editoriale del Journal of Orthomolecular Medicine ed è redattore capo del servizio di notizie sulla medicina ortomolecolare peer-reviewed . È anche membro del consiglio di amministrazione del Collegio giapponese di terapia endovenosa . Era alla facoltà della State University di New York per nove anni e insegnava nutrizione, scienze della salute e biologia cellulare a livello universitario. Saul ha studiato in Africa e Australia, detiene tre certificati statali nell'insegnamento delle scienze e ha vinto per due volte borse di studio dell'Empire State di New York per l'insegnamento. Saul ha una reputazione per la sua conoscenza della nutrizione clinica. Per un elenco di oltre 175 delle sue pubblicazioni, con collegamenti online alla maggior parte di loro: http://www.doctoryourself.com/publications.html.

                Andrew Saul è stato inserito nella Hall of Fame della Medicina Ortomolecolare nel 2013. È stato insignito del Premio Attivista per la Libertà della Salute dei Cittadini per la Salute, è stato nominato uno dei sette pionieri della salute naturale da Psychology Today ed è presente nel film FoodMatters.

               Considerato alternativamente dai suoi studenti il ​​peggior o il miglior professore che abbiano mai avuto, Andrew Saul è il più insolito. In effetti, ci sono professionisti della salute che vorrebbero che Saul fosse messo a tacere insieme al cavallo su cui cavalcava. Saul è il flagello degli scienziati, perché è lui stesso un biologo. È un anatema per molti dietologi di gruppi di alimenti, forse perché ha insegnato nutrizione clinica a livello universitario per anni. I medici non lo discuteranno più, probabilmente a causa dei suoi quarant'anni di esperienza nell'aiutare i loro pazienti problematici a migliorare. Piace molto ai suoi studenti universitari e la sua esperienza come insider nell'istruzione superiore aiuta a portare la pomposità fuori da molti circoli accademici farmaceutici.
           Forse ciò che rende veramente pericoloso quest'uomo è che non si zittirà e NON se ne andrà. 

          Saul dice: "I dottori ignorano la ricerca sulle vitamine, affermando che non si tratta di scienza, ma ignorano le case history, dicendo che non si tratta di ricerca, quindi perché non portare le informazioni direttamente alle persone e lasciarle decidere da sole?"

Le informazioni di contatto sono disponibili su  http://doctoryourself.com/contact.html

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Cenni sulla SINDROME DI MÉNIÈRE 
e consigli sulle dosi di vitamine e minerali da assumere



La sindrome di Ménière è una malattia dell’orecchio interno causata da un aumento di fluidi che provocano attacchi ricorrenti di sordità, tinnito (ronzii in una o ambedue le orecchie), vertigini (problemi di equilibrio), nausea, vomito, distorsione dei suoni e una sensazione di pressione nell’orecchio interno.

I fattori che possono scatenare questo disturbo nell'orecchio interno sono emorragia, cattiva circolazione, squilibrio idrico, ostruzione delle arterie o lo spasmo di un vaso sanguigno seguito da vasodilatazione e un maggiore flusso di sangue. Le allergie, la sindrome premestruale, l’astenopia e l’affaticamento mentale, lo stress, l’alcool, il tabacco, un’alimentazione squilibrata - soprattutto una carenza di vitamina B - possono scatenare gli attacchi di questa malattia.

Si è scoperto che le persone affette dalla sindrome di Ménière hanno una carenza cronica delle vitamine del complesso B, dovuta probabilmente ad un’uso difettoso di tali vitamine. Questi pazienti presentano un’incidenza di disturbi alla cistifellea doppia rispetto a quella della popolazione in generale.

Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto. L’acido nicotinico o niacina, grazie alla sua azione vasodilatatoria ha dato risultati positivi nel controllo di questa sindrome causata da vasodilatazione.

La dieta per chi soffre di questo disturbo dovrebbe essere iposodica o senza sale e ricca di fibre. Gli attacchi seguono di solito una malattia curata con antibiotici, si raccomanda quindi un’assunzione adeguata di tutte le sostanze nutritive. Si possono ridurre i liquidi, ad eccezione dell’acqua. Gli alimenti indicati sono le verdure crude, i fagioli, i semi, le noci, le alghe, il pesce e lo yogurt magro. L’acidophilus favorisce la ricostituzione della flora batterica e la produzione di vitamina B.

Gli alimenti da evitare sono la caffeina (cioccolato, coca-cola, tè e caffè), i fritti, gli alimenti industriali o raffinati, l’alcool, gli additivi e i conservanti alimentari.
Le erbe che possono essere d’aiuto sono il rusco e il ginkgo. L’esercizio fisico favorisce la circolazione del sangue.


SOSTANZE NUTRITIVE CHE POSSONO ESSERE EFFICACI NELLA CURA DELLA SINDROME DI MÉNIÈRE:
OrganiSostanzaQuantità*
OrecchioComplesso B100 mg al dì
Vitamina B110-25 mg 4 volte al giorno per due settimane
Vitamina B210-25 mg 4 volte al giorno per due settimane
Vitamina B6
Vitamina B12                                                         
1000 mcg al giorno
Niacina o acido nicotinico100 mg 4 volte al giorno per due settimane
Vitamina E200-800 UI al dì
Calcio
Manganese5 mg al dì
Zinco gluconato1 losanga 3 volte al dì
Acidi grassi insaturi
Enzimi proteoliticiTra i pasti a stomaco vuoto
Fibre
AcidophilusSecondo prescrizione medica

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PAT_Medicina ortomolecolare Le DOSI_ Quali integratori assumere per la neuropatia?

  Dovrei assumere integratori per la neuropatia? Estratto dell'articolo in lingua inglese   Link: https://piedmontpmr.com/taking-supplem...