giovedì 22 febbraio 2018

Andrew W. Saul è su Facebook e Twitter! Curarsicon i micronutrienti!





TRADUZIONE DELLA PAGINA    http://doctoryourself.com/facebook.html
 


Sì, ora sono su Facebook.
https://www.Facebook.com/pages/Andrew-W-Saul/121074941432371 


è la sola pagina ufficiale Andrew W. Saul Facebook


Tuttavia, c'è un'altra pagina di Facebook "Andrew W. Saul" che è un sito di fan. Sono consapevole di quella pagina, e non ho nulla a che fare con il contenuto. Quella pagina di Facebook "Andrew W. Saul" è infatti identificata come una pagina "fan",


Anche alla mia pagina di Facebook ufficiale, non rispondo a domande salute. La semplice ragione di questo è che io non sono un medico. Se la gente vuole sapere di più delle mie opinioni su molti argomenti medico-nutrizionale, possono trovare una grande quantità di informazioni gratuite nel mio sito web peer-reviewed,www.DoctorYourself.com e non condivido mai alcun prodotto commerciale. Mai.
La mia presenza su Twitter è https://twitter.com/AndrewSaulPhD
Ringrazio i miei lettori per il loro interesse, e apprezzo le gentili parole.
Più su di me segue qui sotto:

Saul è l'autore dei libri popolari Medico te stesso Fire Your Doctor!, e co-autore di 
La cura di vitamina per l'alcolismo;
Medicina ortomolecolare per tutti;
Vitamina c: la vera storia
Ho il cancro: che cosa dovrei fare? La vostra Guida ortomolecolare per gestione del cancro 
Ospedali e salute: la vostra guida ortomolecolare per una degenza ospedaliera più breve, più sicuro;
La cura di vitamina per problemi di salute dei bambini;
Niacina: La vera storia;
La cura di vitamina per la depressione;
Vegetale Juicing per tutti;
La cura di vitamina per il neonato e problemi di salute del bambino.

I libri di Saul sono molto popolari presso il pubblico e sono stati usati come opere di riferimento per gli operatori sanitari.


Nel Sud America, un numero di tribù indiane della foresta pluviale è in cura con la
vitamina C grazie alla sua guida. Il risultato è che i tassi di mortalità di aborto spontaneo e infante di questi nativi sono crollati. 


Doctor Yourself: Natural Healing That Works (Medico di te stesso) dopo undici stampe, è ora disponibile in una nuova edizione aggiornata e ampliata
FIRE YOUR DOCTOR!  (Licenzia il tuo medico!) è alla sua sua settima stampa. La prefazione è a cura del suo mentore e collega Abram Hoffer, M.D., uno dei medici fondatori della medicina ortomolecolare.



Andrew Saul fa parte del comitato editoriale del Journal of Orthomolecular Medicine ed è redattore capo del servizio di notizie sulla medicina ortomolecolare peer-reviewed. 


E' stato inserito nella Hall of Fame della Medicina Ortomolecolare nel 2013. È stato insignito del Premio Attivista per la Libertà della Salute dei Cittadini per la Salute, è stato nominato uno dei sette pionieri della salute naturale da Psychology Today ed è presente nel film FoodMatters.

"Andrew Saul è molto bravo. Ha un sito Web incredibile, uno dei migliori. Ho contribuito ad esso. L'ho letto regolarmente."(Abram Hoffer, MD, il padre della psichiatria ortomolecolare)


Andrew W. Saul ha oltre 40 anni di esperienza. Il suo famoso sito web educativo di libero accesso, www.DoctorYourself.com, è la più grande risorsa di salute naturale non commerciale su Internet.

lunedì 19 febbraio 2018

V I D E O: Risultati studi clinici dimostrano l'efficacia dei micronutrienti - Medicina ortomolecolare

V I D E O  
Risultati studi clinici dimostrano
 l'efficacia dei micronutrienti


In questo VIDEO (in lingua originale ma con sottotitoli in inglese) la Professoressa Julia Rucklidge, Psychology, College of Science dell'Università di Canterbury mostra risultati di studi clinici che dimostrano come i micronutrienti (vitamine, aminoacidi, minerali), se somministrati in dosi elevate, curano le più diverse manifestazioni di disturbi psichiatrici.

IL  VIDEO è in inglese ma cliccando sul rettangolino in basso si possono attivare i sottotitoli in inglese per una possibile comprensione, magari con dizionario alla mano.








Psichiatria Ortomolecolare_ Studi clinici mostrano come importanti disturbi quali AUTISMO, EPILESSIA, RITARDO MENTALE, SCHIZOFRENIA E MALATTIE MENTALI IN GENERE, si possano prevenire, migliorare o curare con elevate dosi di vitamine

Il seguente estratto mostra, attraverso l'esposizione di studi clinici, come importanti disturbi quali AUTISMO, EPILESSIA, RITARDO MENTALE, SCHIZOFRENIA E MALATTIE MENTALI IN GENERE, si possano prevenire, migliorare o curare con elevate dosi di vitamine.



Estratto dal libro di Linus Pauling
"Come vivere più a lungo e sentirsi meglio"

"How to live longer and feel better" (1986) 
30° edizione 

Nel 1986 New York Times bestseller che ha rivoluzionato il modo di pensare riguardo alla nutrizione


Linus Carl Pauling è stato un chimico, cristallografo e attivista statunitense. Egli si colloca tra i più celebri scienziati del XX secolo ed è stato vincitore di due premi Nobel, per la chimica nel 1954 e per la pace nel 1962. E' uno dei padri della medicina ortomolecolare.



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Il seguente estratto mostra, attraverso l'esposizione di studi clinici e quindi di dati reali, come importanti disturbi quali AUTISMO, EPILESSIA, RITARDO MENTALE, SCHIZOFRENIA E MALATTIE MENTALI IN GENERE, si possano prevenire, migliore o curare con elevate dosi di vitamine. Questo testo vuole essere solo un mezzo per far conoscere una realtà (quella della cura con elevatissime dosi di vitamine) che esiste da moltissimi anni, nata e sviluppatasi negli Stati Uniti grazie al due volte premio nobel Lius Pauling. Gli enormi risultati positivi ottenuti dagli studiosi americani sono purtroppo stati offuscati dalla medicina ufficiale e dalle case farmaceutiche. (Gli studiosi Hoffer e Osmond; Hawkins, Cheraskin, Ringsdorf; Philpott, Pfeiffer, Dickey, Lesser, e molti altri). 

Questo testo vuole essere uno spunto per la vostra ricerca personale su internet, libri, personale medico, ospedali e centri clinici (all'estero) che applicano le conoscenze della medicina ortomolecolare. 


Si sconsiglia il "FAI DA TE".



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Estratto dal libro di Linus pauling




Di tutti gli organi del corpo umano, il cervello è il più sensibile alla sua composizione molecolare; è noto che il corretto funzionamento del cervello richiede la presenza di molti tipi diversi di molecole nelle giuste concentrazioni.



Nella nona edizione dell'Enciclopedia Britannica (1881) La pazzia veniva definita come una malattia cronica del cervello che induce sintomi di disturbi mentali cronici. L'autore dell'articolo, il dottor J. Batty Tuke, che insegnava alla Scuola di Medicina di Edimburgo, proseguiva affermando: Tale definizione ha il grande vantaggio pratico di tener presente allo studente

il fatto primario che la pazzia è il risultato di una malattia del cervello, e non è un mero disordine immateriale dell'intelletto.



Ai primordi della medicina era ammesso generalmente il carattere corporeo della pazzia mentale, e solo allorché la superstiziosa ignoranza del Medio Evo offuscò le deduzioni scientifiche (anche se assolutamente non sempre esatte) dei primi autori, nacquero delle teorie che ne affermavano il carattere puramente psichico.



Nel 1929, quando fu pubblicata la quattordicesima edizione dell'Enciclopedia Britannica, la situazione era mutata, soprattutto a causa dello sviluppo della psicoanalisi di Sigmund Freud. La precedente definizione di pazzia era stata tolta e sostituita da una discussione svolta da due punti di vista: quello della scuola materialista, che sosteneva l'intervento di cambiamenti strutturali nel cervello, e quello della scuola psicogena, che sosteneva che la pazzia è dovuta ad anomalie dell'Io e che i cambiamenti strutturali del cervello osservati in certe forme di pazzia sono dovuti a una mentalità pervertita.



Ancora oggi, quando ormai siamo perfettamente a conoscenza dell'azione dei farmaci psicotropi, dei tumori al cervello, delle lesioni cerebrali, dei virus lenti, della carenza vitaminica e di altri fattori che influiscono sul funzionamento del cervello, vi sono persone che praticano la psicoanalisi ignorando del tutto il cervello, e cercando solo di trattare l'Io.



Quando fu introdotto l'uso della vitamina B3 (dal 1920 bevendo il latte, dopo il 1940 mangiando pane fatto con farina arricchita di tale vitamina), essa ha guarito migliaia di malati di pellagra dalle loro psicosi, oltre che dalle manifestazioni fisiche della loro malattia. Per questo scopo bastano piccole dosi; la RGR del Consiglio Nazionale delle Ricerche degli Stati Uniti è di 17 mg. al giorno (per un paziente di sesso maschile, del peso di 70 kg). Nel 1939 Cleckiey, Sydenstricker e Geeslin riferirono di aver trattato con successo diciannove pazienti, e nel 1941 Sydenstricker e Cleckiey riferirono di aver trattato con analogo successo ventinove pazienti, affetti da gravi sintomi psichiatrici, usando dosi moderatamente forti di acido nicotinico (da 0,3 a 1,5 g. al giorno). Nessuno

di questi pazienti presentava i sintomi fisici della pellagra o di altre forme di avitaminosi. 



Più di recente altri ricercatori hanno riferito l'uso di acido nicotinico e di nicotinamide nel trattamento di malati mentali. Tra questi spiccano il dottor Abram Hoffer e il dottor Humphry Osmond, che dal 1952 in poi hanno sostenuto e adottato l'uso dell'acido nicotinico in dosi elevate, in associazione alla terapia convenzionale, nel trattamento della schizofrenia. Il loro lavoro, che ha acceso il mio interesse per le vitamine, sarà discusso a fondo più avanti.



Una carenza di vitamina B12 , la cobalamina, quale ne sia la causa (anemia perniciosa; una mancanza di origine genetica del fattore del succo gastrico che è indispensabile per convogliare la vitamina nel sangue; l'infestazione della tenia nel pesce Diphyllobothrium, il cui elevato fabbisogno di questa vitamina causa deprivazione nell'ospite; o ancora, una flora batterica eccessiva, con un alto fabbisogno di questa vitamina) porta alla malattia mentale, spesso più pronunciata delle conseguenze fisiche. La malattia mentale associata all'anemia perniciosa frequentemente appare anni prima che si sviluppi l'anemia stessa.


Tutte queste manifestazioni di grave carenza della vitamina B12 sono naturalmente controllate dalla sua somministrazione in quantità adeguate. Anche dal punto di vista epidemiologico, sembra provato che una carenza anche moderata di vitamina B12 può provocare la malattia mentale.


Edwin, Holten, Norum, Schrumpf e Skaug. (1965) hanno misurato la quantità di vitamina B12 nei siero di tutti i pazienti sopra ai trent'anni ricoverati in un ospedale psichiatrico in Norvegia nel corso di un intero anno. Su 396 pazienti, il 5,8 percento (23) aveva una concentrazione patologicamente bassa di vitamina Bl2, inferiore ai 101 picogrammi (1 picogrammo = 1/1.000.000.000.000 di g.) per millilitro; nel 9,6 per cento dei pazienti (38), la concentrazione era sotto la norma (da 101 a 150 pg. per millilitro). 



La concentrazione normale va da 150 a 1300 pg. per millilitro. L'incidenza di livelli patologicamente bassi e al di sotto della norma di vitamina Bl2 nel siero di questi pazienti, pari al 15,4 per cento, è circa trenta volte quella presente nella popolazione in generale, che è circa dello 0,5 per cento (stimata in base alla frequenza dell'anemia perniciosa nella zona, 9,3 casi su 100.000 persone all'anno).



Altri ricercatori hanno anche riferito un'incidenza ancora maggiore di basse concentrazioni di vitamina Bl2 nel siero di pazienti con problemi mentali rispetto alla popolazione nel suo insieme

e hanno suggerito che la carenza di vitamina B12, quale ne sia l'origine, può provocare la malattia mentale.

Queste osservazioni indicano che un aumento nell'assunzione di vitamina B12 e delle altre vitamine potrebbe far parte del trattamento di tutti i malati mentali. La vitamina può essere presa per bocca, salvo nel caso dei malati di anemia perniciosa, che devono assumerla sotto forma di iniezioni.



RELAZIONE TRA QUOZIENTE DI INTELLIGENZA (QI)
E VITAMINE


Una ricerca interessante sulla relazione tra l'intelligenza, quale risulta indicata dai test standard di capacità mentale, e la concentrazione dell'acido ascorbico nel plasma sanguigno è stata riferita da Rubala e Katz (1960). I soggetti erano 351 studenti di quattro scuole (dagli asili infantili all'università) in tre città. Inizialmente essi furono suddivisi in un gruppo che possedeva più acido

ascorbico (più di 1,10 mg. di acido ascorbico per 100 ml di plasma sanguigno) e in un gruppo che ne aveva meno (meno di 1,10 mg. per 100 ml) in base ad analisi di campioni di sangue. 


Vennero quindi selezionati 72 soggetti in ciascun gruppo, con cui si formarono delle coppie che si equivalevano come situazione socio-economica (reddito familiare, educazione del padre e della madre). Si riscontrò che il quoziente d'intelligenza (QI) medio del gruppo che possedeva più acido ascorbico era superiore rispetto a quello del gruppo che ne possedeva meno in ognuna delle quattro scuole; in tutte le 72 coppie di soggetti, i valori del QI medio erano rispettivamente 113,22 e 108,71, con una differenza media di 4,51. 


La probabilità di riscontrare una differenza così grande con questo test in una popolazione uniforme è inferiore al 5 per cento; quindi la differenza osservata nei QI medi dei due gruppi è statisticamente significativa. I soggetti dei due gruppi ricevettero per sei mesi del succo d'arancia supplementare; poi vennero ripetuti i test. Per coloro che appartenevano al gruppo che possedeva maggior concentrazione di acido ascorbico nelplasma i QI medi erano migliorati di ben poco (0,002 unità), mentre gruppo erano cresciuti di 3,54 unità. Anche questa differenza è statisticamente significativa, e la sua probabilità di costituire una fluttuazione casuale è inferiore al 5 per cento in una popolazione uniforme. 

La ricerca fu proseguita durante un secondo anno scolastico con 32 coppie (64 soggetti), con risultati analoghi. Il rapporto tra QI medio e concentrazione media di acido ascorbico nel plasma sanguigno per questi soggetti, misurato quattro volte durante un

periodo di vari mesi, è riportato nella seguente tabella.


Questi risultati indicano che il QI è salito di 3,6 unità in corrispondenza di un aumento del 50 per cento della concentrazione dell'acido ascorbico nel plasma (da 1,03 a 1,55 mg. per 100 ml). Tale aumento può essere ottenuto da molte persone adulte incrementando l'assunzione di acido ascorbico di 50 mg. al giorno (da 100 a 150 mg. giornalieri).


Rubala e Katz concludono che parte della differenza nelle prestazioni del test di intelligenza è determinata dallo stato nutrizionale temporaneo dell'individuo, almeno per quanto riguarda agrumi e altri alimenti che forniscono acido ascorbico. Essi suggeriscono che la prontezza e l'acume mentali diminuiscano se diminuisce il rifornimento di acido ascorbico.


Dal grafico non risulta che il massimo delle capacità mentali è stato raggiunto in corrispondenza del valore di 1,55 mg. di acido ascorbico per 100 ml di plasma sanguigno. Questa concentrazione corrisponde, per un adulto delpeso di 70 kg, all'inge stione di circa 180 mg. di acido ascorbico al giorno. Ne deduco che, per raggiungere una prestazione mentale massima, la dose quotidiana di acido ascorbico dovrebbe essere almeno tripla rispetto ai 60 mg. raccomandati dal Comitato per l'Alimentazione e la Nutrizione, e almeno nonupla rispetto ai 20 mg. raccomandati dall'autorità inglese corrispondente.


Le persone differiscono l'una dall'altra per la loro capacità di adattarsi al

mondo e agli altri. Per molte persone l'incapacità è innata, come si osserva nei

bambini affetti da ritardo mentale, da lentezza nell'apprendimento e da difficoltà

a pensare con chiarezza. Circa 15 milioni di persone negli Stati Uniti presentano

una deficienza mentale; per qualcosa come 2 milioni di loro tale deficienza

viene classificata come grave. Il costo dell'assistenza a questi ultimi soggetti

viene valutato come superiore a 50 miliardi di dollari all'anno.



COME PREVENIRE E MODIFICARE IL DANNO GENETICO DEL RITARDO MENTALE CON LE VITAMINE


Molte delle cause del ritardo mentale sono oggi note, e per alcune si sa
come prevenire o modificare il danno genetico. Un esempio è quello della fenilchetonuria,

derivante da un'incapacità di produrre l'enzima che catalizza la conversione della fenilalanina in un altro aminoacido, la tirosina. Entrambi questi aminoacidi sono presenti nelle proteine del nostro cibo. Un bambino affetto da fenilchetonuria ha un eccesso di fenilalanina e una carenza di tirosina nel sangue. Ciò interferisce con un corretto sviluppo e funzionamento del cervello, provocando ritardo mentale. Se poco dopo la nascita si fa seguire al bambino una dieta speciale a basso contenuto di fenilalanina e se lo si tiene a dieta per parecchi anni, il ritardo non si manifesta.



La sindrome di Down (trisomia 21 o mongolismo) è dovuta a un'anomalia

genetica: le cellule della persona contengono tre, anziché due, cromosomi 21

(uno fra i più piccoli cromosomi). Le persone che hanno questa anomalia tendono,

di conseguenza, a produrre il 50 per cento in più di molti enzimi, che

sono programmati dalle centinaia di geni presenti nel cromosoma 21. Queste

persone presentano quindi parecchie anomalie. Sono piccole di statura; hanno

una testa di forma insolita, anormalmente grande; anche la forma delle mani e

dei piedi presenta delle anomalie; la lingua è grossa e sporgente. Gli occhi obliqui,

con l'angolo interno coperto da una piega della pelle (epicanto), hanno fatto

sì che in origine a questa condizione venisse dato il nome di mongolismo.

Circa un terzo di loro soffre di patologie cardiache congenite; l'incidenza della

leucemia è superiore alla norma; tutti questi problemi portano spesso a una

morte precoce. Quelli che sopravvivono presentano in età adulta un invecchiamento

accelerato e solitamente muoiono tra i quaranta e i sessant'anni.

Sono gravi ritardati mentali, con un QI generalmente inferio re a 50. L'incidenza

delle nascite di questi bambini da madri giovani è circa di uno su duemila

parti, ma essa sale a circa uno su ventidue parti se la madre ha più di quarant'anni.



Un importante problema medico e scientifico è quello di trovare un trattamento

per queste anomalie genetiche a partire dall'infanzia, in modo da prevenire

gran parte sia del ritardo mentale sia delle anomalie fisiche, come la bassa

statura e l'aspetto fuori dal normale. Io ritengo che oggi possiamo considerare

questo obiettivo in parte raggiungibile, attraverso misure nutrizionali e ortomolecolari.

Anche una parziale diminuzione della gravità del ritardo mentale può

essere molto importante.
Un aumento del QI da 50 a 70 (normale basso) può
far passare da una vita di dipendenza dagli altri all'autosufficienza.


La dottoressa Ruth F. Harrell, della Old Dominion University, di Norfolk,

in Virginia, insieme con i suoi collaboratori Ruth Capp, Donald Davis, Julius

Peerless e Leonard Ravitz, ha eseguito una ricerca a doppio cieco sull'effetto

della somministrazione di una miscela di diciannove vitamine e minerali a 16
bambini mentalmente ritardati tra i cinque e i quindici anni (6 maschi e 10 femmine)
(Harrell ecolleghi, 1981).
 



I loro valori iniziali di QI, ottenuti dalla media di misurazioni effettuate 

da tre o più psicologi, variavano da 17 a 70, con un valore medio di 47,7. 

I soggetti furono divisi a caso in due gruppi. Durante i primi quattro mesi 

della ricerca a doppio cieco, i 6 soggetti del primo gruppo

ricevettero sei compresse al giorno di un complesso vitaminico-minerale, e i 10

soggetti del secondo gruppo ricevettero sei compresse al giorno di placebo;

poi, per altri quattro mesi tutti i soggetti ricevettero le compresse del complesso.

A ispirare la Harrell è stato il professor Roger J. Williams, dell'università del Texas, 

colui che nel 1933 scoprì l'acido pantotenico; egli scriveva che un aumento 

nell'assunzione di importanti fattori nutritivi poteva essere d'aiuto nel

controllo di alcune malattie genetiche (Williams, 1956). In seguito, la Harrell

aveva effettuato un esperimento con un bambino di sette anni gravemente

ritardato, che portava ancora i pannolini come un bambino piccolo, non sapeva

parlare e aveva un QI intorno a 25-30.



Un biochimico, la dottoressa Mary B. Allen, studiò la formula di minerali 

e vitamine che è riportata nella seguente tabella.
Dosi giornaliere di vitamine e minerali supplementari:
(sei compresse)
Vitamina A palmitato 15.300 Ul
Vitamina D (colecalciferolo) 300 Ul
Tiamina mononitrato 300 mg
Ribof lavina 200 mg
Niacinamide 750 mg
Pantotenato di calcio 490 mg
Cioridrato di piridossina 350 mg
Cobalamina 1000 mg
Acido f olico 400 mg
Vitamina C (acido ascorbico) 1500 mg
Vitamina E (d-a-tocoferil succinato) 600 Ul
Magnesio (ossido) 300 mg
Calcio (carbonato) 400 mg
Zinco (ossido) 30 mg
Manganese (gluconato) 3 mg
Rame (gluconato) 1,75 mg
Ferro (f umarato f erroso) 7,5 mg
Fosf ato di calcio (CaHPO,,) 37,5 mg
loduro (KI) 0,15 mg



Le compresse contenevano inoltre come eccipienti: cellulosa

microcristallina, povidone, acido stearico, silicoalluminato di

sodio, idrossipropilmetilcellulosa, glicol-propilenico gel di silice,

glicol-polietilenico biossido di titanio, acido oleico,e fosfato

sodico tribasico. Le compresse di piacebo contenevano

lattosio, cellulosa microcristallina, acido stearico, povidone e glicol-propilenico.



Nel corso del trattamento, il bambino cominciò ben presto a parlare, e in

poche settimane imparò a leggere e scrivere. Due anni dopo se la cavava assai

bene con le materie scolastiche, e aveva un QI misurato intorno a 90. La Allen

somministrava ai suoi pazienti anche un'altra sostanza ortomolecolare, l'estratto

di tiroide, e 14 dei 16 bambini della sua ricerca ne ricevettero in dosi da 30 a

120 mg. al giorno.


I risultati più importanti sono mostrati nel grafico sottostante.

Il gruppo che ricevette il supplemento per otto mesi mostrò un aumento costante

del QI, da 46 a 61. L'altro gruppo di bambini non mostrò alcun cambia -

mento durante i primi quattro mesi, e poi un aumento da 49 a 59 nei quattro

mesi successivi, quando fu dato loro il supplemento vitaminico-minerale. 



Da questi risultati possiamo dedurre che vi è una ragionevole possibilità che un
bambino con gravi menomazioni mentali a cui venga somministrato, a partire
dai primi anni di vita, un supplemento vitaminico-minerale, accresca il suo QI
di 20 punti o più. 


Gli incrementi maggiori ottenuti dalla Harrell e colle ghi furono

di 24 punti (da 42 a 66), in otto mesi, e di 21 punti (da 50 a 71) in quattro

mesi, un accrescimento sufficiente per consentire a queste persone di diventare

autosufficienti. Il miglioramento delle condizioni nutrizionali ottenuto con la

somministrazione dei supplemento vitaminico-minerale, in una dose di circa

trenta volte quella proposta dalla RGR per la vitamina C e in dosi abbondanti

per gli altri nutritivi, risulterebbe vantaggioso per chiunque: la mia speranza è

che questo regime nutrizionale integrato venga fatto seguire a tutti i bambini

ritardati. Il costo di 180 compresse, la dose di un mese, è assolutamente 

irrilevante in confronto alle spese necessarie per assistere una persona

mentalmente ritardata.



Tre soggetti della ricerca della Harrell erano affetti dalla sindrome di Down.

I loro valori iniziali di QI erano rispettivamente 42, 59 e 65; gli aumenti del QI

ottenuti con la somministrazione del supplemento vitaminico-minerale e tiroideo

furono rispettivamente 24 e 11 (in otto mesi, per i primi due soggetti) e cir -

ca 10 (in quattro mesi).

Non esiste un trattamento convenzionale della sindrome di Down. Il medico

che ha fatto i maggiori sforzi per migliorare questa condizione è stato il dottor

Henry Turkel, di Detroit, nel Michigan. Egli ha riferito sul suo lavoro in una

comunicazione indirizzata al Select Committee on Nutrition and Human Needs

del Senato Statunitense, presieduta dal senatore George McGovern (Turkel,

1977) e in un libro, New Hope for the Mentally Retarded Stymied by the FDA

(Nuove speranze per i ritardati mentali Non autorizzato dal FDA) (Turkel,

1972). Nel 1940, Turkel aveva cominciato a trattare i pazienti affetti dalla sindrome

di Down con compresse da lui studiate, che contenevano soprattutto sostanze

ortomolecolari: dieci vitamine, ... minerali, un aminoacido (acido

glutammico), colina, inositolo, acido para-aminobenzoico, tiroide, acidi grassi

insaturi ed enzimi digestivi. Queste sostanze erano destinate a migliorare la salute

dei pazienti. Inoltre, il suo preparato conteneva varie sostanze farmaceutiche

in dosi inferiori a quelle prescritte normalmente. Una di queste è il pentetrazolo,

che stimola il sistema nervoso centrale. Un altro è l'aminofillina, uno

stimolante del cuore. Non ne so abbastanza su tali farmaci per permettermi di

commentare la loro efficacia in questi pazienti, ma è possibile che. la loro azione

come stimolanti sia benefica.



Conosco il dottor Turkel, e posso garantire della sua buona fede.

I risultati da lui riferiti sono impressionanti: molti tra i bambini trattati presentano

una riduzione delle anomalie nello sviluppo, soprattutto delle ossa; il

loro aspetto si dirige verso la normalità; la loro capacità mentale e il loro comportamento

migliorano a tal punto che sono in grado di svolgere un lavoro e

mantenersi. Un rapido aumento della statura si verifica nel periodo in cui prendono

le compresse, mentre si arresta se smettono di prenderle. La mia conclu -

sione è che i rischi insiti in questo trattamento, o nel trattamento con nutritivi

supplementari, è minimo, mentre i dati mostrano che i pazienti ne traggono un

significativo beneficio. Negli Stati Uniti ci sono circa trecentomila individui

affetti dalla sindrome di Down. Io ritengo che tutti, specialmente i più giovani,

dovrebbero provare a prendere un supplemento nutrizio nale e vedere in quale

misura esso sia loro di aiuto.



Turkel tratta i pazienti affetti dalla sindrome di Down del Michigan, ma la

Food and Drug Administration non gli da il permesso di inviare le sue compresse

fuori dai confini di quello Stato. Nel 1959 Turkel ha fatto domanda per

la registrazione di un nuovo farmaco alla FDA, prassi necessaria in quanto le

sue compresse contengono alcune sostanze farmaceutiche. La domanda fu respinta,

e neppure i suoi tentativi successivi ebbero successo. 



Il direttore del National Institute of Neurological Diseases and Blindness (Istituto nazionale per

le malattie neurologiche e la cecità), parlando del trattamento di Turkel ha dichiarato:

Da un punto di vista teorico, basandosi sugli effetti noti di questi

preparati, che consistono in vitamine, minerali e altre sostanze medicinali, i nostri

esperti hanno affermato di dubitare che essi, pur non essendo nocivi, possano

essere di giovamento specifico nel trattamento del mongolismo (Turkel,

1972, pagina ... . La FDA, nel respingere la richiesta di registrazione del nuovo

farmaco, dichiarava: I fatti noti sul mongolismo precludono qualsiasi ragionevole

speranza che i suoi prodotti siano di aiuto per questa condizione, la

quale è causata da un difetto nella struttura cellulare di base. Questo fatto, insieme

con la lunga storia degli insuccessi della scienza medica nella ricerca di

un trattamento o di una cura per il mongolismo, suggerisce che questa condizione

sia al di là di ogni speranza di un trattamento coronato da successo mediante

il tipo di preparato che Lei raccomanda a tale scopo (Turkel, 1972, pagina

119). 


Penso che questo atteggiamento delle autorità mediche sia dovuto a
ignoranza, pregiudizi, incomprensione della natura delle vitamine e delle sostanze
ortomolecolari, e a mancanza di speranza e di intuizione; sembra che
questi enti abbiano la ferma convinzione che nulla di nuovo possa venire scoperto.




AUTISMO


L'autismo è una malattia genetica che si manifesta nei primi due anni di vita in circa un bambino su tremila (l'80 per cento dei colpiti è rappresentato da maschi).

Il bambino autistico vuole stare da solo, non sviluppa relazioni sociali con i genitori o con altri. Ha problemi di linguaggio, si rifiuta di parlare oppure parla in modo bizzarro. Compie dei rituali, oppone resistenza ai cambiamenti e mostra un attaccamento insolito agli oggetti. Il suo QI è solitamente basso; il bambino può andare soggetto a crisi di recrudescenza dei sintomi; tra i bambini autistici, quelli che hanno un QI più alto traggono vantaggio da una psicoterapia e da un'educazione speciale.



Non esiste una terapia convenzionale per l'autismo; parecchi ricercatori, tuttavia, hanno riferito che la somministrazione di supplementi vitaminici si erano rivelati efficaci. Il lavoro più significativo è stato svolto dal dottor Bernard Rimland, uno psicologo che dirige l'Institute for Child Behavior Research di

San Diego, in California (Rimland, 1973; Rimland, Callaway e Dreyfus, 1977).

Rimland fece in modo che 190 bambini autistici venissero osservati ventiquattr'ore su ventiquattro con l'aiuto dei genitori, cui era richiesto di ottenere la collaborazione del medico curante del bambino o di un altro medico del luogo; quest'ultimo doveva esercitare una supervisione in loco, compilando mensilmente una relazione sulle condizioni del bambino sottoposto a trattamento vitaminico.



Molti genitori incontrarono una tale resistenza alla collaborazione da parte del medico che si chiese loro di abbandonare l'impresa;ridusse il numero dei bambini nella relazione della ricerca dai 300 di partenza a soli 190. Per cinque settimane si somministrarono le compresse ai bambini con gradualità: in seguito se ne diedero loro dieci al giorno, per dodici settimane. Seguiva un periodo di due settimane senza trattamento, e poi altre due settimane di dieci compresse al giorno. L'assunzione quotidiana di nutritivi fornita da dieci compresse era di 1000 mg. di vitamina C, 1000 mg. di niacinamide, 150 mg. di piridossina, 5 mg. di tiamina, 5 mg. di riboflavina, 50 mg. di acido pantotenico, 0,1 mg. di acido folico, 0,01 mg. di vitamina B12, 30 mg. di acido para-aminobenzoico, 0,015 mg. di biotina, 60 mg. di colina, 60 mg. di inositolo e 10 mg. di ferro. Il costo delle vitamine era di circa 10 dollari al mese.


Genitori e medici fecero delle relazioni regolari, che furono analizzate per valutare il miglioramento nel periodo di assunzione delle vitamine, e il peggioramento nell'intervallo senza trattamento. 



La conclusione a cui tale indagine giunse fu che 86 dei 190 bambini (il 45 per cento) presentarono un progresso o notevole o molto buono, o solo significativo; 78 (il 41 per cento) presentarono un progresso un po' inferiore; 20 (l'11 per cento) non presentarono alcun cambiamento e 6 (il 3 per cento) presentarono un peggioramento.

Pertanto circa i tre quarti dei bambini trassero beneficio dai supplementi nutrizionali, e solo il 3 per cento peggiorò. Vi furono indizi che la vitamina B6 fosse particolarmente importante, così che venne effettuata al proposito una ricerca a doppio cieco su quindici bambini (Rimland e colleghi, 1977). Durante tale ricerca i bambini continuarono a prendere gli stessi ingredienti (vitamine, minerali e sostanze farmaceutiche) che prendevano prima della ricerca; ogni bambino, inoltre, riceveva per un primo periodo o la vitamina B6 (da 75 a 800 mg. al giorno, con dosi diverse nei vari bambini) o un placebo; e poi, in un secondo periodo, l'inverso, cioè o un placebo o la vitamina B6. Per dieci bambini la valutazione fu che essi avevano

tratto giovamento dall'assunzione della vitamina B6 (punteggio medio + 24); uno non mostrò alcun cambiamento, mentre 4 peggiorarono (punteggio medio -16).



I ricercatori conclusero che la vitamina B6 sembra essere un agente sicuro, con un'efficacia potenziale nel trattamento dei bambini autistici. 


La mia opinione, basata su queste ricerche di Rimland e collaboratori, è che il trattamento ortomolecolare con vitamine e minerali dovrebbe essere sperimentato su qualsiasi
bambino autistico, in quanto esso ha la possibilità di indurre cambiamenti significativi senza rischi di effetti collaterali dannosi,
i quali fungono solitamente da deterrente per la prova di farmaci.



EPILESSIA



L'epilessia è un disturbo cerebrale ricorrente che si manifesta con brevi attacchi

di alterazione della coscienza, per lo più come crisi convulsiva con perdita della coscienza e scatti nelle estremità. Le crisi convulsive possono essere provocate da farmaci e da mancanza di ossigeno, ma la vera causa delle crisi epilettiche non è nota. Ne è affetto circa il 2 per cento della popolazione americana.

Il trattamento convenzionale consiste nell'uso di farmaci anticonvulsivanti (difenilidantoina, fenobarbital e vari altri). Solitamente questo trattamento è efficace, ma può dare effetti collaterali piuttosto sgradevoli.


Nella sua ricerca sul rapporto tra integrazione nutrizionale e ritardo mentale, la Harrell ha notato che tre dei bambini affetti da crisi convulsive non ebbero attacchi durante i quattro o otto mesi in cui presero il supplemento di vitamine e minerali.


Essa studiò altri sette bambini affetti da crisi convulsive, dando loro il supplemento

per un mese, e anch'essi non ebbero attacchi durante quel periodo. La sua richiesta di un finanziamento da parte dei National Institutes of Mental Health per una ricerca più estesa fu respinta. I disturbi affettivi sono una forma di malattia mentale che implica un sentimento,

o un'emozione, o una perturbazione, che si manifestano come risposta e reazione inadeguate alle circostanze oggettive contingenti. 




SCHIZOFRENIA, DEPRESSIONE ED ALTRI DISTURBI MENTALI

Molta informazione sul rapporto tra nutrizione e malattia mentale si trova
nei trentun articoli di trentasette autori del libro del 1973 Orthomolecular Psychiatry:
Treatment of Schizophrenia (Psichiatria ortomolecolare: trattamento
della schizofrenia).


I disturbi schizofrenici sono forme di disordini affettivi che tendono a cronicizzarsi; essi sono contraddistinti da vari sintomi psicotici, come autoinganni, allucinazioni, o un

cattivo funzionamento mentale che dura per un certo tempo. Tutti hanno periodi di tristezza, di depressione e di dolore dopo la morte di una persona cara o dopo una delusione, come tutti hanno periodi di euforia dopo un successo o il raggiungimento di un obiettivo. È solo quando questi periodi durano troppo a lungo, quando lo stato d'animo è molto intenso, quando il soggetto non risponde

alle rassicurazioni e ad altri tentativi di aiuto, che lo si può definire come psicotico e sofferente di un disturbo affettivo. La schizofrenia e altri disordini affettivi sono le malattie mentali più gravi. Si stima che circa il 12 per cento dei maschi e il 18 per cento delle femmine soffrano di qualche forma di disordine affettivo clinicamente significativo nel corso della propria vita, mentre circa il 2 per cento attraversa uno o più episodi schizofrenici.


I disordini affettivi (depressione, eccitamento, episodi schizofrenici) hanno

un gran numero di cause, tra cui l'assunzione di alcuni farmaci (contraccettivi

steroidei, altri steroidi, l-dopa, reserpina, cocaina, sedativi, anfetamine e altri

ancora) e alcune malattie (influenza, epatite, mononucleosi, encefalite, tubercolosi,

sifilide, sclerosi multipla, cancro e altre). Altre cause sono le carenze vitaminiche

di vitamine del gruppo B o una risposta allergica a certi cibi, a prodotti

chimici e ad altri fattori ambientali (Hoffer e Osmond, 1960; Hawkins e

Pauling, 1963; Cheraskin e Ringsdorf, 1974; Philpott, 1974; Pfeiffer, 1975;

Dickey, 1976; Lesser, 1977). Il modo migliore per tenere sotto controllo queste

psicosi consiste nel trovarne le cause ed eliminarle. Anche un miglioramento

nutrizionale risulta spesso efficace.



La depressione maniacale viene solitamente trattata con composti di litio.

Questo elemento è presente nella crosta terrestre solo in piccole quantità, lo

0,01 per cento, assai meno del sodio (2,8 per cento) o del potassio (2,6 per cento).

Gli ioni del litio possono agire sul sistema nervoso centrale interferendo

con il moto degli ioni di sodio e degli ioni di potassio. Per quanto se ne sa fino

a oggi, il litio non è necessario per la vita e probabilmente non lo si dovrebbe

considerare come una sostanza ortomolecolare. Durante gli ultimi vent'anni un

gran numero di giovani è stato colpito da psicosi in seguito all'uso di droghe

psichedeliche: pillole per tirarsi su, tranquillanti, cocaina, droghe pesanti, probabilmente

anche marijuana. Molti di questi giovani sono guariti, al punto da

poter condurre una vita normale, ingerendo regolarmente vitamine e minerali

nelle dosi ottimali.



La prima ricerca a doppio cieco in campo psichiatrico è stata quella effettuata

da Osmond e Hoffer presso lo Saskatchewan Hospital e presso l'University

Hospital di Saskatoon, ricerca che ho citato nel capitolo 3. Osmond e il dottor

John H. Smythies avevano formulato l'ipotesi che la schizofrenia potesse

essere causata dalla produzione, nell'organismo, di una sostanza dotata di proprietà

psicotrope simili a quelle della mescalina e della dietilamide dell'acido

lisergico (LSD), forse attraverso reazioni di metilazione analoghe a quelle implicate

nella conversione della noradrenalina in adrenalina. È noto che un agente

metilante, l'aminoacido metionina, se preso in grandi quantità da uno schizofrenico

acuisce il suo male.



Osmond e Hoffer avanzarono l'ipotesi che una sostanza che attira i gruppi

metilici potesse impedire che tali reazioni di metilazione producessero le sostanze

nocive. Sapevano che la niacina, la vitamina B3 (acido nicotinico o nicotinamide)
è uno di questi agenti demetilanti,
e sapevano anche che essa è particolarmente

priva di effetti tossici, così che se ne possono assumere grandi

quantità. All'inizio del 1952 essi somministrarono la niacina a una mezza dozzina

di pazienti schizofrenici, con buoni risultati. Uno di questi era un ragazzo

di diciassette anni, che era spesso eccitato, iperattivo, in preda ad autoinganni

e, talvolta, ad allucinazioni. Egli aveva risposto in una certa misura alla terapia

elettroconvulsiva e al trattamento mediante coma insulinico, che tuttavia dovette

essere interrotto in quanto il ragazzo era rimasto colpito da spasmi facciali.

Verso la fine di maggio egli passava la sua vita a letto, nudo, in preda ad

allucinazioni e all'incontinenza. Osmond e Hoffer non potevano fare nient'altro

per lui (gli odierni tranquillanti non erano ancora stati scoperti), così il 28

maggio cominciarono a somministrargli 5 g. di niacina e 5 g. di vitamina C

quotidianamente. Il giorno dopo il ragazzo stava meglio, dieci giorni dopo era

quasi normale, in luglio tornò a casa e dieci anni dopo stava ancora bene.

Allora Osmond e Hoffer organizzarono il loro esperimento a doppio cieco

con trenta pazienti schizofrenici, alcuni dei quali, scelti a caso, ricevettero un

placebo, mentre altri ricevevano acido nicotinico e altri ancora nicotinamide,

nella dose di 3 g. al giorno per trentatré giorni. Nei due anni successivi, il gruppo

del placebo stette bene durante solo il 48 per cento del tempo, mentre gli altri

due gruppi stettero bene per il 92 per cento del tempo (Osmond e Hoffer,

1962). Dopo il 1952 continuarono a somministrare della niacina ad alcuni dei

pazienti ospedalizza ti, un certo numero dei quali continuò a prenderla anche

dopo essere stato dimesso. Le condizioni dei pazienti trattati con niacina furono

uniformemente migliori di quelle degli altri pazienti; per esempio, quelli di

loro che stavano bene dopo cinque anni erano il 67 per cento, circa il doppio

degli altri, il 35 per cento.



Ho parlato con molti psichiatri ortomolecolari: la quantità media di niacina
somministrata è di circa 8 g. al giorno, associata a un'uguale quantità di vitamina
C e solitamente anche a buone quantità di altri nutritiv
i. Essi sembrano

quindi concordare con la stima di Osmond che circa il 20 per cento dei pazienti

ospedalizzati per la prima volta per schizofrenia acuta ai quali venga somministrato

un trattamento ortomolecolare ha un altro attacco che richiede l'ospedalizzazione,

mentre con il solo trattamento convenzionale tale percentuale raggiunge

il 60 per cento. Sembra fuor di dubbio che l'integrazione con questa vitamina,

come coadiuvante del trattamento convenzionale appropriato, abbia

una grande efficacia.



Il trattamento ortomolecolare della schizofrenia non è stato ancora unanimemente

accettato e soltanto qualche raro ospedale ricorre al suo uso. Nel

1973 un comitato della Associazione Psichiatrica Americana ha pubblicato un

rapporto, Megavitamin and Orthomolecular Therapy in Psychiatry (Terapia

megavitaminica e ortomolecolare in psichiatria), in cui veniva sostenuto con

varie argomentazioni che la terapia ortomolecolare e vitaminica non è efficace

nel trattamento della schizofrenia e di altre malattie mentali. Io misi in rilievo il

fatto che questo rapporto conteneva molte affermazioni non corrette e molti errori

logici (Pauling, 1974). Questo pregiudizio contro le vitamine e questa

mancanza di rispetto per i fatti non compaiono nel rapporto del 1976 sulla terapia

megavitaminica del Joint University Megavitamin Therapy Review Committee

presso il Ministero dei Servizi Sociali e della Salute Sociale della Provincia

di Alberta, in Canada. Il rapporto presentava un resoconto equilibrato

dei dati e varie raccomandazioni affinchè si proseguisse nella ricerca (McCoy,

Youge e Karr, 1976).



Il rapporto del 1979 su nutrizione e salute del Council on Scientific Affairs

dell'Associazione Medica Americana ignora invece la questione dell'efficacia

dell'integrazione vitaminica, salvo che per dichiarare che la gente viene fuorviata

da dichiarazioni stravaganti.



Molta informazione sul rapporto tra nutrizione e malattia mentale si trova nei trentun articoli di trentasette autori del libro del 1973 Orthomolecular Psychiatry:
Treatment of Schizophrenia (Psichiatria ortomolecolare: trattamento della schizofrenia). 

Un capitolo descrive i risultati della somministrazione per

via orale di una miscela di tre vitamine (C, B3 e B6 a pazienti schizofrenici acuti

e a soggetti di controllo, nei quali si misurarono poi le quantità eliminate nell'urina.

Si ritiene che un valore basso dell'eliminazione di una vitamina indichi

un bisogno particolare di tale sostanza. In quasi tutti i pazienti schizofrenici (94

per cento) il tasso di eliminazione di una o più delle vitamine somministrate era

basso, pari soltanto al 62 per cento di quella dei soggetti di controllo. Gli autori

ne hanno dedotto che la carenza di una di queste tre vitamine potrebbe aumentare

la probabilità di un attacco di schizofrenia. Altri autori misero in rilievo il

fatto che esistono vari tipi di schizofrenia, e che può darsi che pazienti diversi

traggono vantaggio da differenti modificazioni nutrizionali, assumendo quantità

ottimali di niacina, acido ascorbico, tiamina, piridossina, o altre vitamine,

minerali e sostanze nutritive.



Nel 1970 camminavo per Main Street nella cittadina di Cambria, sulla costa

californiana, quando un'automobile mi passò accanto e si fermò; ne scese la

donna che era alla guida, la quale corse verso di me esclamando: Dottor Pauling,

io le devo la vita! Due anni fa meditavo il suicidio. Da sei anni soffrivo

atrocemente a causa di una schizofrenia. Poi ho sentito parlare delle vitamine

da qualcuno che aveva letto il suo articolo sulla psichiatria ortomolecolare. Le

vitamine mi hanno salvato la vita!



Oggi sono molti gli psichiatri ortomolecolari. Parecchi articoli interessanti
sono stati pubblicati su The Journal of Orthomolecular Psychiatry. Io credo
fermamente che un miglioramento in campo nutrizionale dovrebbe far parte del
trattamento di tutti coloro che soffrono di problemi mentali, e sono felice che
siano stati fatti dei passi avanti in questa direzione.


Linus Pauling


PAT_Medicina ortomolecolare Le DOSI_ Quali integratori assumere per la neuropatia?

  Dovrei assumere integratori per la neuropatia? Estratto dell'articolo in lingua inglese   Link: https://piedmontpmr.com/taking-supplem...